
Immagine: Goldene Tür (Porta dorata) di Julia von Stietencron
Le pratiche artistiche, di cui la cura è sempre stata imbevuta dagli albori dell’umanità, sono oggi ufficialmente riconosciute con un protocollo d’intesa siglato fra il Ministero della Salute e il Ministero della Cultura.
Ora si apre una feconda stagione in cui le sperimentazioni condotte da molti anni nei diversi ambiti della Sanità, dovranno diventare patrimonio condiviso e diffuso fra operatori e cittadini. Il nostro paese, così ricco di arte e di storia, è la sede ideale per produrre un’autentica ri-evoluzione nella salute individuale e di comunità
da “LA VOCE DEI MEDICI” del 9 febbraio 2026
Il via libera definitivo al Protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute, arrivato il 5 febbraio 2026 in Conferenza Stato-Regioni, non è soltanto una buona notizia. È soprattutto la rimozione di un equivoco: che la cultura sia qualcosa di “in più”, un ornamento, un lusso. Da oggi, almeno nelle intenzioni dichiarate, la cultura entra a pieno titolo nel discorso sulla salute.
Il Protocollo – che parla esplicitamente di “prescrizione dell’arte” – apre alla possibilità che medici e operatori sanitari affianchino alle cure tradizionali esperienze culturali: musei, teatro, musica, letteratura, attività nei parchi archeologici. Non come evasione, ma come parte di un percorso di benessere, prevenzione e, in alcuni casi, riabilitazione… continua a leggere qui: