Riflessioni e auguri per l’anno appena iniziato
Di Rossana Becarelli, Pres. di Humana Medicina

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Cari Soci e Amici della Rete Euromediterranea,

abbiamo di nuovo varcato la vibrante soglia di un nuovo anno. Veniamo da un tempo duro e sfidante, ci sentiamo nella condizione di nascituri che stanno percorrendo lo stretto canale del parto senza certezza del momento dell’uscita alla luce. Le prove che abbiamo attraversato però ci hanno temprato e preludono ad una espansione alla quale siamo ormai prontiL’esperienza della pandemia, anche se finora non analizzata a sufficienza dal punto di vista epidemiologico e della complessiva gestione sanitaria, permette di dire che la medicina, come l’abbiamo conosciuta da oltre cento anni, è finita. La disfatta della sanità si compendia nei medici che, in stragrande maggioranza, non hanno più visitato i pazienti per quanto gravi, nel globale arretramento della capacità di affrontare sul piano clinico una patologia neppure troppo sconosciuta con identificazione di terapie idonee, nella intenzionale ignoranza della mole di ricerche pubblicate nel frattempo, e soprattutto nell’accettazione passiva di direttive politiche di dubbia efficacia e spesso in contrasto con ogni fondamento etico e deontologico della professione.

La gravità delle conseguenze di questo quadro sconfortante è stata illustrata con l’indagine realizzata ad aprile 2022 dall’Istituto Piepoli in una convention nazionale organizzata a Roma dalla FNOMCeO. Al collasso istituzionale di questo “modello di cura” non solo non si sta ponendo rimedio a livello politico, con la ricostituzione di un tessuto strutturale di operatori e di organizzazione ormai allo stato terminale, ma da parte degli organi dirigenti della categoria non vi è alcuna visione del futuro che la pandemia ha preparato (e forse addirittura collaudato).

Pur essendo la massima istituzione rappresentativa della classe medica, e quindi agendo in nome e per conto di ogni singolo professionista, la FNOMCeO non ha trovato nulla da eccepire di fronte all’assoluta opacità dei contratti firmati dalla UE con le case produttrici dei vaccini, né alle risposte evasive, se non inesistenti,  degli organi di controllo come AIFA alle richieste in sede giudiziaria di fornire dati e cifre su eventi avversi e danni a breve e medio termine (per quelli a lungo termine bisognerà purtroppo attendere) dei prodotti immessi in commercio con la clausola dell’autorizzazione in fase emergenziale, e pertanto soggetto a monitoraggio aggiuntivo. Ha cioè consegnato l’intera categoria allo strapotere incontenibile di Big Pharma, facendosi oltre tutto così complice e garante di scelte politiche tutt’altro che vòlte, come i numeri di contagi e di morti hanno ben dimostrato, alla salvaguardia della salute della collettività e all’efficace prevenzione della diffusione del virus…

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