Anche il mondo universitario si è espresso sulla legittimità ed efficacia del green pass come misura sanitaria coerente e rispettosa dei principi e dei diritti fondamentali della persona umana, garantiti oltre che dalla nostra Costituzione anche dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea.

È sempre più indispensabile che le norme a protezione della salute pubblica tengano debito conto del bilanciamento con i valori democratici sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.

Il dibattito scientifico finora è stato a senso unico: dopo un anno e mezzo dall’inizio della pandemia suona alquanto strano che la scienza medica, in apparenza  sempre alquanto limitata nei mezzi terapeutici di trattamento clinico della COVID-19 (e cioè, vigile attesa e Tachipirina fino all’ospedalizzazione dei casi più gravi), imponga con tanta sicurezza misure profondamente restrittive delle libertà personali senza che i dati epidemiologici italiani  durante la pandemia ne abbiano confermato l’effettiva capacità di ridurre e contenere il contagio.
Fra legittime aspettative  di salvaguardia della salute collettiva e mantenimento delle garanzie delle libertà personali si deve auspicare un franco e aperto dibattito.
Ne va della nostra democrazia.

Rossana Becarelli
Presidente Humana Medicina

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Si dimette il vicedirettore del Conservatorio di Torino

di Cristina Insalaco – Pubblicato su LA STAMPA di Torino il 24 settembre

Stefano Leoni, docente al Conservatorio Giuseppe Verdi, con una lunga lettera ha dato le dimissioni dal suo incarico di vicedirettore dell’ente. Non si è però dimesso dal suo ruolo di musicologo: continuerà a insegnare ai suoi studenti del Conservatorio estetica musicale ma online, almeno fino a dicembre. Il motivo delle dimissioni? È contrario all’utilizzo del Green Pass, come dimostra anche la firma al recente appello sottoscritto tra gli altri da Alessandro Barbero. Leoni ritiene il certificato verde eticamente disdicevole, e un «abominio dal punto di vista legale, costituzionale, normativo, carente e confusionario sotto il profilo giuridico».

Secondo lui poi è una forma surrettizia di «coercizione e adesione forzata alla «campagna vaccinale», istituendo nei fatti una pressione indebita su lavoratori (docenti, personale Ata) e studenti, «inducendoli a sottoporsi all’inoculazione di un siero genico sperimentale dall’efficacia non ancora esattamente definita nella limitazione dei contagi e delle ospedalizzazioni, e dagli effetti collaterali ignoti o colpevolmente ignorati». Non essendo Stefano Leoni, 63 anni, allineato al pensiero del Conservatorio, ha così preferito lasciare il ruolo di vicedirettore, che verrà assunto da Andrea Campora, docente di teoria, ritmica e percezione musicale. «Io rispetto le opinioni di tutti sul Green Pass – aggiunge Leoni – ma non vorrei venissero demonizzate le mie». Il tampone ogni 48 ore? «Mi sembra un ricatto».