La buona salute non si conquista nelle strutture sanitarie ma si preserva e si mantiene nell’ecosistema di vita delle comunità.

Un convegno di ampio respiro tenuto a novembre 2019 a Poli (Roma) ne ha presentato un’illuminante visione:

Abstract Convegno Poli 30 novembre

“La vallata di Poli, e i Monti Prenestini, sono al centro di un Progetto di ricerca del CIRPS (Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo sostenibile) sulle qualità benefiche, e salutari, dell’aria. Da una prima valutazione sull’intero comprensorio, queste caratteristiche potrebbero essere assimilabili a quelle di Briançon, la cittadina francese posta a soli 15 km dal confine italiano e a 110 da Torino.

Briançon è nota come stazione climatica per le patologie respiratorie asmatiche e allergiche. La città gode di un microclima caldo e secco (l’umidità media è inferiore al 40%) dovuto alla particolare disposizione della valle della Durance. Dal 2010, la città alpina fa parte della Rete delle città sane dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Scopo dello studio sono le proprietà chimico-ambientali dell’aria di Poli. Qualità che potrebbero spiegare la resistenza dei polesi alla Peste del 1600, alle febbri malariche (raccontate nel diario di viaggio di Maria Graham, una nota scrittrice inglese, e scienziata in anticipo sui tempi, che aveva soggiornato a Poli nell’estate del 1819) e i report di diversi romani che qui si sono trasferiti per sfuggire alla pressione della città e della sua aria inquinata” – da Redazione Numerozero – 28 novembre 2019

Ma in Italia ci sono altri piccoli borghi in cui si racconta, tra storia e leggenda, di “guarigioni miracolose”.

Tra questi c’è sicuramente il comune di Montaldo Torinese, il paesino del “pozzo miracoloso”, a venti chilometri dal centro di Torino, finito sul giornale britannico The Guardian, per non aver avuto nessun contagiato da coronavirus.

La storia racconta che questo pozzo, e anche una fontana poco distante, risalgano al giugno del 1800, quando le truppe di Napoleone si accamparono a Montaldo Torinese per prepararsi alla battaglia di Marengo. Si dice che alcuni soldati, colpiti da polmonite, guarirono dopo aver bevuto quest’acqua che attualmente si utilizza soltanto per irrigare i campi limitrofi.

Che sia un paese dall’aria buona, lo dimostra anche il fatto che il Real Collegio di Carlo Alberto mandava proprio a Montaldo i suoi allievi che dovevano recuperare gli studi.

L’acqua del pozzo e della fontana non si bevono ormai da tempo a Montaldo, ma l’aria pulita, uno stile di vita sano e un particolare microclima – che permette la crescita spontanea di palme e capperi –  hanno sicuramente fatto la loro parte nel preservare i suoi 720 abitanti …