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L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, affiliata all’International Society of Doctors for the Environment – ISDE (costituitasi nel 1990), analoga associazione internazionale, unica al mondo nel suo genere e riconosciuta dalle Nazioni Unite e dall’OMS, organizza il Congresso Nazionale                         AMBIENTE E SALUTE nel 3° Millennio fra inquinamento, cambiamenti climatici e disuguaglianze economiche

FORLÌ, Venerdì 23 e Sabato 24 marzo 2018 

Vedi il programma preliminare

COMPRENDERE LA REALE IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE PRIMARIA

L’inizio di questo 3° Millennio si presenta in maniera inquietante per la presenza di guerre subdole o latenti, di disuguaglianze sociali che permettono lo sfruttamento delle risorse energetiche inquinanti a basso costo e per i cambiamenti climatici disastrosi che rischiano di condurre il mondo a conseguenze forse irrimediabili.
L’economia “circolare”, che ha creato la vita sulla terra, è basata sulla energia solare catturata dalle piante grazie alla sintesi clorofilliana, secondo il concetto per cui “nulla si crea e nulla si distrugge”. Da oltre due secoli, invece, stiamo utilizzando una economia “lineare”, in cui bruciamo risorse (inquinando) senza alcun recupero di materia, usando “tecnologie” che invece di rispettare la natura la sottopongono ad un uso spesso sconsiderato di veleni.
L’ambiente in cui viviamo sta cambiando rapidamente per il riscaldamento, per l’inquinamento per l’impoverimento di quantità sempre maggiori di popolazione e gli effetti negativi sulla salute, purtroppo, non tardano ad arrivare. L’aumento dell’incidenza tumorale e delle malattie croniche degenerative che si registra negli ultimi decenni nelle aree più inquinate e che riguarda spesso le età più giovani (bambini, adolescenti e giovani adulti) è l’aspetto più eclatante del legame fra un ambiente sempre più contaminato e la nostra salute.
Le più recenti conoscenze di biologia molecolare, con l’introduzione del concetto di Epigenetica, ci mostrano come le influenze ambientali possano modulare l’espressione genica e condizionare il nostro stato di salute, specie nelle fasi più precoci della vita. La sempre peggiore qualità dell’aria che respiriamo è responsabile di gravi patologie (per lo più cardiocircolatorie e respiratorie) che provocano eccessi di morti premature. La diffusione, la persistenza e l’accumulo nelle piante e nelle carni animali di prodotti chimici impiegati in agricoltura, comportano pericolosi aspetti di contaminazione del cibo. L’inquinamento dell’aria, dell’acqua del suolo e dei cibi è causa di un crescente pericolo di malattie degenerative compreso il cancro e di gravi effetti endocrini che riguardano soprattutto patologie della riproduzione (infertilità, parti prematuri, aborti, malformazioni, etc).
In questo scenario, i dati sanitari più certi a nostra disposizione sono quelli epidemiologici dei Registri Tumori, che in Italia controllano a “macchia di leopardo” circa un 40-50% del nostro territorio nazionale. Tuttavia, i dati che ci forniscono hanno una latenza di circa 6-8 anni, dovuta ai tempi necessari per una buona attendibilità e, se si aggiunge la latenza di 10-20 anni con cui insorgono i tumori, ci si ritrova a disporre di dati del possibile rapporto fra ambiente e cancerogenesi vecchi di alcuni decenni. Si stanno considerando pertanto studi epidemiologici basati su modalità diverse di raccolta dati ed anche forme di Biomonitoraggio e che possano dare risposte tempestive e puntuali alle richieste della popolazione circa il monitoraggio della situazione ambientale in cui vive.
Il congresso dedicherà grande attenzione alle problematiche legate alla sicurezza alimentare, al grado di inquinamento dell’ambiente (aria, suolo, acqua) e dei luoghi di lavoro, con particolare riguardo alle patologie a queste correlate.